Uomini in Viaggio (un libro di Giovanna Porcu)
torna a sommario Un ponte per il Chaco
Finalmente disponibile il libro UOMINI IN VIAGGIO
Lo puoi trovare a Mamoiada da: SARASERVIZI oppure LIBRERIA M&M
a Fonni CARTOLIBRERIA L'ABBACO di Pina Mele

On line, facendo richiesta a saraservizi@tiscali.it
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Riceviamo e con piacere pubblichiamo direttamente dal Blog crackfake.blogspot.com e con il consenso dell'autrice, ciò che avremo piacere di leggere a breve.
Una storia "vera", un viaggio, una ricerca, un percorso...da Mamoiada all'Argentina....alla ricerca di un'identità perduta e ritrovata. (Mamoiada.net)
Sono Giovanna Porcu autrice del libro Uomini in Viaggio.
Ringrazio prima di tutto la signorina Sara della saraservizi che in nome di un incontro, da me persino dimenticato, avvenuto nel Comune di Mamoiada nel 2000, ha seguito silenziosa e a distanza il mio percorso senza mai proferir parola e farsi notare e al momento opportuno ha deciso di contattarmi, ispirando in me sentimenti di stima e fiducia fino a concederle di dare in anteprima la notizia del libro sul suo sito internet, considerato il fatto che già ne aveva dato notizia un blogh di Barcellona http://crackfake.blogspot.com blogh dell’artista che su indicazione mia e dell’editore ha realizzato la copertina.Il libro nasce a libro a Buenos Aires dalla casa editrice ayesha literatura ediciones ed esce in doppia lingua: italiano e spagnolo, racconta il lungo viaggio che iniziai nel 2000 quando approdai al Comune di Mamoiada per conoscere la storia di un uomo partito e mai ritornato ma questo è stato solo il punto di partenza. Il libro consta di otto capitoli due prefazioni e un epilogo, tre degli otto capitoli sono dedicati a Mamoiada e alla maschera, gli altri cinque intensi e densi narrano il mio viaggio, la mia ricerca e i miei ritrovamenti in terra Chaquena.
Il libro essendo nato in terra Argentina deve fare il suo percorso di ritorno in terra sarda, per ricongiungersi al luogo d’origine, anche io sono in attesa e in ansia, mi dicono che sarà in Sardegna per fine mese di Ottobre, ovvero in occasione del concerto che gli Humaniora terrà a Sassari in onore e beneficenza dei bambini di Presidencia Roque Saenz Peña per i quali, anche una parte dell’incasso della vendita del libro: Uomini in Viaggio, sarà devoluto. Ringrazio tutti coloro che già mi stanno seguendo attraverso questo sito … quanti hanno voluto dare il loro apporto e quanti sentiranno di darlo. Per il momento posso dire solo grazie. Giovanna Porcu
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Questo
libro è da leggere e "sentire" come un viaggio acquisite
attimo per attimo nel tuo percorrere e cercare. ti
suggeriscono l'interruzione la
riflessione capire
meglio dei
mamuthones degli
indios sterminati. per
piccoli paesi di Barbagia densi
di storia e cultura. il
vero unico viaggio della scoperta e dell'intimità
e
quindi ancora la
storia di un uomo ….
Juan Piras … a
volte … persi
da noi stessi che
hanno il c oraggio di
vivere la
loro vita e il
loro dolore lontano
da tutto. Graziano Deiana ( Sindaco di Mamoiada )
|
Este
libro es para leer y "sentir" como un viaje<?xml:namespace
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/> y
los viajes no son nunca definitivos llevándose
detrás las experiencias en progress adquiridas momento
a momento en tu buscar y recorrer Es
un viaje con tantas estaciones intermedias un
color una persona un atajo de paisaje te
sugieren la interrupción la
reflexión la
perenne necesidad de profundizar y comprender
mejor la
estación de las mascaras y de
los mamuthones de
los dolores y de
los indios exterminados Viaje
en el tiempo y en el espacio por
océanos y desiertos por
pequeños pueblos de Barbagia densos
de historia y cultura Viaje
dentro y fuera de nosotros el
verdadero unico viaje del descubrimiento y de
la intimidad y
por ello todavía la
historia de un hombre ...
Juan Piras ... que
luego ...es la historia de todos nosotros ... erróneamente
creídos perdidos ... a
veces ... perdidos de nosotros mismos debajo
de casa o de la otra parte del mundo jamás
cansados de buscar. Siempre
en viaje ... los
hombres que
tienen el coraje de vivir su
vida y su dolor se
vuelven si mismos ( Graziano Deiana Intendente de Mamoiada ) |
PROLOGO
Un
affascinante viaggio alla ricerca del sé, un sé autentico, quello che ciascuno
di noi cela dietro la propria maschera. Con questa metafora, partendo
dall’osservazione profonda di una scultura lignea indio, l’autrice ha messo
insieme analogie e similitudini tra le tradizioni sarde e quelle di altri
popoli. Il Carnevale barbaricino, ma anche di altre zone della Sardegna dove la
maschera assume significati ancestrali e per molti versi misteriosi, fino ai
Totem studiati da Freud.
Il percorso prosegue attraverso la conoscenza e lo studio delle culture di
popoli spesso accomunati dagli stessi bisogni. Anche quello di lasciare la
propria terra alla ricerca di possibilità di vita migliori, di attese non
sempre soddisfatte e di viaggi incontro a sofferenze, disagi e spesso la morte.
Un emigrante che lascia il proprio luogo di nascita è come un fiore reciso: il
suo corpo è altrove, ma le sue radici restano dove è nato e nessuno potrà mai
cancellarne le orme. Lo dimostra quest’opera, che attraversa un periodo
storico - quanto doloroso - per le migrazioni di tutto il mondo e in particolare
dell'Argentina, da fine ’800 ai giorni nostri. Un flusso mai cessato. Pagina
dopo pagina ci si addentra in questo pianeta, scrutato sviscerato e raccontato
con perizia e competenza, anche grazie alla professione di psicoterapeuta
dell'autrice. Come con il paziente nel lettino del suo studio, così con la
maschera: cercare di andare oltre ciò che l’apparenza svela o rivela per
capire le cause scatenanti di certi effetti. Questo è l'obiettivo.
Così, il viaggio da Oristano verso la Terra del fuoco descritto nel libro non
è solo metafora: l’autrice lo ha compiuto fisicamente, alla ricerca di un
sardo di Mamoiada, Giovanni Piras, emigrato in Argentina ai primi del Novecento,
che la leggenda vorrebbe fosse il presidente Juan Domingo Perón. Ha
scandagliato luoghi, incontrato persone e istituzioni, studiato e confrontato
documenti e informazioni che testimoniano una realtà a molti sconosciuta.
Quella di un'emigrazione che non è Poesia, non sempre è stata realizzazione di
sé. È sovente dolore, dramma, fatica, fallimento. L’autrice fa luce su
questo capitolo di Storia dell’umanità, raccontando della tratta degli
schiavi, dello sterminio degli indios nel 1924, dei nostri emigrati sardi a
volte rifiutati persino per i lavori umili in terra straniera perché
"uomini delle caverne". Una realtà che non si conosce perché non si
dice: per pudore, per orgoglio o perché è doloroso raccontarla. Anna
Piccioni (L'Unione Sarda)
Un
fascinante viaje a la búsqueda del sí, un sí autentico, aquel que cada uno
cela detrás de la propia mascara. Con esta metáfora, partiendo de la observación
profunda de una escultura india de leña, la autora ha puesto juntas analogías
y similitudes entre las tradiciones sardas y aquellas de otros pueblos. El
Carnaval barbaricino, pero también de otras zonas de Cerdeña en donde la
mascara asume significados ancestrales y para muchos versos misteriosos, hasta
los Tótem estudiados por Freud.
El
recorrido prosigue a través de la conciencia y el estudio de las culturas de
pueblos mancomunados por las mismas necesidades. También aquello de dejar la
propia tierra en busca de posibilidades de mejor vida, de esperas que no siempre
se satisfacen y de viajes contra sufrimientos, incomodidad y muchas veces la
muerte.
Un
emigrante que deja el propio lugar de nacimiento es como una flor recortada: su
cuerpo está en otra parte, pero sus raíces se quedan en donde nació y nadie
podrá jamás borrar las hormas. Lo demuestra esta obra, que atraviesa un período
histórico-muy doloroso- para la emigración de todo el mundo y en particular de
la Argentina, desde fines del 800 a nuestros días. Un flujo incesante. Página
tras página se adentra en este planeta, escrutado, viscerado y contado con
pericia y competencia, también gracias a la profesión de psicoterapeuta de la
autora. Como con el paciente en el diván de su estudio, así con la mascara:
buscar de ir mas allá de lo que en apariencia devela o revela para comprender
las causas desencadenadas por ciertos efectos. Este es el objetivo.
Así,
el viaje desde Oristano hacia la Tierra del Fuego descripta en el libro no es
solo metáfora: la autora lo ha cumplido físicamente, en busca de un sardo de
Mamoiada, Giovanni Piras, emigrado en Argentina a principios del Novecientos,
que la leyenda desearía que fuese el presidente Juan Domingo Perón. Ha
sondeado lugares, encontrado persona e instituciones, estudiado y confrontado
documentos e informaciones que dan testimonio a una realidad para muchos
desconocida. Aquella de una emigración que no es poesía, no siempre ha sido
realización de sí. Es dolor frecuente, drama, cansancio, fallar.
En el año 2006, desde la soledad más pura de su campiña sarda, la psicoanalista Giovanna Porcu emprendió un viaje iniciático estimulada por unas extrañas máscaras de mamuthones que recibió como legado. Buscaba desentrañar la verdad de quién era Giovanni Piras, ese misterio sardo argentino, y para hallarla se internó en el Chaco profundo, una de las regiones menos tenidas en cuenta de la Argentina contemporánea, en busca de sus rastros. Pero en su viaje encontró la respuesta a otras preguntas: ¿cómo se hicieron americanos los sardos oriundos de la vieja Europa; cuándo dejaron de ser parte (si acaso esto ocurre) de su lugar de origen? Combinando magistralmente el psicoanálisis con el estudio de los mitos arcaicos y la literatura confesional este libro narra la aventura peligrosa, excitante y conmovedora de quienes cruzaron el océano sin mirar atrás para fundar nuevas familias y nuevos destinos sociales entre fines del 800 y comienzos del siglo veinte. Su punto de vista no es académico sino intimista: en la gran tradición de los relatos de viaje, se entronca con el de los exploradores que describieron el continente y el nacimiento de la identidad americana a mediados del siglo XIX. La mirada femenina de su autora permite entrecruzar el análisis historiográfico y político con las vivencias más personales; pocas veces lo colectivo y lo indiviso se han conjugado tan bien con el rigor del descubrimiento. Alejandro Margulis
Nel
2006, dall’intensa solitudine della sua terra sarda, la psicoanalista Giovanna
Porcu intraprese un viaggio iniziatico stimolata dalla maschera dei Mamuthones
che ricevette come dono affettivo. Cercava di sviscerare la verità su Giovanni
Piras, un mistero sardo argentino, e per trovarlo si addentrò nel profondo
Chaco, una delle regioni più abbandonate della Argentina contemporanea, alla
ricerca di tracce. Ma nel suo viaggio trovò la risposta ad
altre domande: come vivevano l’essere americani i sardi oriundi della vecchia
Europa, quando hanno lasciato di essere parte (se ciò accade) della loro terra
d´origine?.
Unendo in modo sensuale la psicoanalisi con lo studio dei miti arcaici e la letteratura confessionale questo libro narra l’avventura pericolosa, eccitante e commovente di chi attraversò l’Oceano senza guardare indietro, per fondare nuove famiglie e nuove realtà sociali, tra la fine dell’800 e gli inizi del ventesimo secolo. Il suo punto di vista non è accademico ma intimista: nella grande tradizione dei racconti di viaggi, essi si collegano agli esploratori che descrivono il continente e la nascita dell’identità americana a metà del secolo XIX. Lo sguardo femminile dell’autrice permette un incontro tra l’analisi storica e politica e le vicende più personali; poche volte il pubblico e il privato si sono coniugati talmente bene nel rigore della scoperta. Alejandro Margulis
dall' Epilogo di Irene Olga Piras
Frammenti:
En los últimos días del mes de marzo de 2006, recibí un llamado telefónico del Sr. Luis Alberto Gómez Masach...
…., Negli ultimi giorni del mese di marzo del 2006 ricevetti una chiamata dal Signor Luis Alberto Gomez Masach,
me avisa que conoció a una señora de Cerdeña, Italia (Sardegna en italiano), que es terapeuta y escritora, está dedicada a la investigación y estudio de la emigración sarda a Argentina, que ya visitó varias provincias de nuestro país en años anteriores, para conocer familias de ese lugar de Italia y que ahora se interesaba por Presidencia Roque Sáenz Peña- Chaco,………. Mi dice di aver conosciuto una signora italiana, sarda che dice essere psicoterapeuta e scrittrice, interessata a una ricerca-studio sull’emigrazione sarda in Argentina. La signora visitò diverse province del nostro Paese desiderosa di conoscere le famiglie dei discendenti sardi che dalla Sardegna si erano trasferiti qui nel Chaco, a Roque Saenz Peña.
“…
sòlo Giovanna Porcu está autorizada por los descendientes de Juan Piras,
fallecido en junio de 1959 y enterrado en Metán, a hablar y a escribir de él…”
solo
Giovanna Porcu è autorizzata dai discendenti di Juan Piras morto a Metán il 15
giugno
Las
señoras Piras regresan a Cerdeña a través de un proyecto que involucra
a la Asociación Ponti Non Muri de Sassari y el Hogar de Chicos "San Roque"
con la colaboración de Giovanna Porcu y el grupo Humaniora. Esta
colaboración, este nombre permite un diálogo entre Cerdeña y el Chaco, zona
torturada de la Argentina y permite a la señoras Piras de tener de su
tierra originaria para su tierra de vida un legado para dedicar justamente
a los niños necesitados de su ciudad.
Quando
una creatura nasce, la madre la tiene amorevolmente stretta fra le sue braccia,
dimenticando come per incanto i dolori del parto, le ansie, i timori e le
angustie dei lunghi mesi di gestazione.
Buenos
Aires: Biblioteca Nazionale sala Cotazar, durante il brindisi che seguì alla
chiusura del Ciclo De Nuevas Lecturas durante il quale furono letti da
prestigiosi attori, scrittori professionisti e lettori, libri
di 30 scrittori di diversi stati del mondo, parlammo di “Uomini in viaggio”
di Giovanna Porcu, sarda, recentemente pubblicato.
L’entusiasmo
e i commenti dell’editore era contaggioso e risvegliò negli altri scrittori e
persone di cultura presenti, il desiderio e la curiosità di leggerlo.
“Giovanna
Porcu, disse l’editore, è una psicoterapeuta-psicoanalista, oltre che una
gran scrittrice e poeta”.
Io
ho seguito e accompagnato Giovanna dall’inizio della gestazione di questa sua
creatura , seguendo la sua ricerca passo passo, attraverso una specie di
“diario di viaggio” che mi inviava o nelle lunghe chiacchierate in chat o al
telefono che avvennero nelle ore più insolite preoccupandomi per essa per tutti
i rischi e pericoli di un viaggio
così azzardato attraverso zone e luoghi remoti di questo immenso paese …
rallegrandomi però con ella quando mi comunicava il procedere della sua
ricerca. Pensava che dovessimo fare qualcosa quando mi raccontava sulla miseria
estrema delle comunità autoctone del Chaco ( “Peggio dell’Africa Teresa”
mi diceva ) ed è così che quando il gruppo Humaniora mi comunicò che quest’anno
avrebbero voluto dedicare il concerto annuale “Ponti non Muri” ai bambini
poveri dell’Argentina , non ebbi dubbi, pensai ai bambini del Chaco e lo
comunicai a Giovanna che a sua volta contattò le signore Piras e queste
contattarono l’Obiscopado e l’ Hogar de San Roque, concretizzando così un
ponte di solidarietà tra donne sarde … Sassari - Buenos Aires – Oristano
– Presidencia Roque Saenz Pena ( Chaco ).. un magico ponte teso tra la
Sardegna e l’Argentina.
In
qualità di immigrata sarda “in disterru” … “Uomini in Viaggio” mi
entusiasma particolarmente … la ricerca di un giovane sardo che emigra verso
l’idealizzata America e del quale
si perdono le tracce… è questa la storia di tanti
emigrati, anche la storia della mia famiglia ( mio nonno paterno Luca,
emigrò a Panama quando mio padre aveva otto mesi, di lui non si seppe più
nulla).
Fu
di particolare emozione essere presente all’incontro che Giovanna ebbe col
figlio e i nipoti della signora Olga Piras a fare da tramite nella traduzione.
Ricostruire
ponti che la disoccupazione, la guerra, l’immensità dell’Oceano si incaricò
di distruggere è un’ottimo lavoro. (Teresa Fantasia)
Cuando
su criatura nace, la
madre al estrecharlo amorosamente en
sus brazos ,olvida como por encanto los dolores del parto
,las ansiedades , temores y angustias
de los largos meses de
gestación .
Buenos
Aires Biblioteca Nacional sala Cortazar , durante el
brindis que siguió al cierre del “Ciclo De Nuevas
Lecturas” , en el cual fueron leidos por prestigiosos actores
actrices, escritores y lectores profesionales ,libros de 30 escritores
de distintos paises ,
hablamos sobre “Uomini in Viaggio” de Giovanna Porcu, sarda,
recientemente publicado
El
entusiamo de los comentarios
del editor era contagioso y
despertó en los otros escritores y personalidades de la cultura presentes el
deseo y la curiosidad por leerlo .
Giovanna Porcu ,comentó el editor, es psicoterapeuta-psicoanalista ,ademas una gran escritora y poeta.
Yo
habia seguido y acompañado a mi amiga,desde el
inicio de la gestación de
la “criatura” ,siguiendo
su investigación etapa por etapa
,a traves de una especie de “diario de viaje” que me enviaba
o en las largas charlas en
chat o por telefono que manteniamos
en las horas mas insolitas , preocupandome
por ella
ante los riesgos y peligros de un azaroso viaje por zonas y
lugares remotos de este inmenso pais ...alegrandome con ella
cuando me comunicaba los
avances de su búsqueda
Pensando que debiamos hacer algo ,cuando me contaba sobre la miseria extrema de las comunidades auctóctonas del Chaco (“Peggio del Africa Teresa” me decía. , asi fué que cuando el gruppo Humaniora me comunicó que este año querian dedicar el concierto anual “Ponti non Muri “ a los chicos pobres de Argentina ,no dudé un minuto pensé en los chicos del Chaco y se lo comuniqué a Giovanna para que a su vez contactara las señoras
Piras
y ellas contactaron al Obispado y el hogar San Roque , concretando
asi este puente solidario entre Donne Sarde de Sassari /Buenos Aires
/Oristano /Chaco otro “puente” magico tendido entre Sardegna y Argentina.
Como sarda “in disterru” (inmigrante) “Uomini in Viaggio”. me entusiasmó particularmente ...la busqueda de un joven sardo que emigra a la soñada America y del cual se pierden sus huellas .... tiene mucho que ver con mi propia historia ,la historia de mi familia ( Luca ,mi abuelo paterno, emigró a Panama cuando mi padre tenia apenas 8 meses y jamás supimos de el ) y seguramente la de tantos emigrados.
Reconstruir puentes que la desocupación , la guerra ,la inmensidad del oceano se encargó de destruir es una bella tarea. Teresa Fantasia
Cada uno de los que leerán este libro harán un viaje hacia lo ancestral de la historia de si mismos. Leyéndolo reconocerán sus propios latidos, como he reconocido los míos, en cada frase, en cada emoción, en cada paisaje allí descripto.
Me emociona profundamente recordar, leyéndolo, la aventura que me significo acompañar a Giovanna en parte de su recorrido, haber compartido con ella el descubrimiento de personas, historias, afectos, familia, palabras, silencios…..
Todo me revelo el nuevo significado de las mascaras, algo así como la magia de la alquimia, que fue transformando las voces ancestrales que viven en mí, y fueron tomando formas, nombres, colores, música. Sin darme cuenta los rituales mas íntimos de mi alma sarda renacieron.
Razón y muerte, verdad y vida danzaron, cantaron y lloraron conmigo la memorial estirpe. Recobré mi identidad y sé que mis ojos, mis huellas, mis silencios, mis palabras, ya no serán los mismos. Ya no estoy más sola, hay hombres que viajan conmigo. Analia Pira Escritora - Licenciada
Ciascuno che leggerà questo
libro farà un viaggio nella storia ancestrale di se stesso. Leggendolo, come io
ho riconosciuto i miei, ciascuno riconoscerà i suoi propri battiti, in ogni
frase, in ogni emozione, in ogni paesaggio descritto.
Mi emoziona profondamente
ricordare, leggendolo, l’avventura che significò per me accompagnare Giovanna
in una parte del suo percorso, condividendo con lei il ritrovamento di persone,
di storie, di affetti, di famiglie, parole, silenzi...
Il tutto mi svela un nuovo
significato delle maschere, un pò come la magia dell’alchimia, i suoni
ancestrali che vivono in me si trasformano e prendono nuove forme, nuovi nomi,
nuovi colori, nuova musica. Senza
rendermi conto i rituali più intimi della mia anima sarda rinascono.
Ragione e morte, verità e
vita danzano, cantano e piangono con me la memoriale stirpe.
Uno
dei frutti di questa grande amicizia che mi unisce a Giovanna Porcu è stato
quello di avere l’onore di tradurre in spagnolo la sua opera intitolata
Uomini in Viaggio.
Quanti immigrati hanno desiderato che le loro maschere venissero svelate nel trascorrere del tempo e delle loro vite vissute in un altro luogo tanto distante e diverso dalle loro origini ??? Il lavoro di Giovanna Porcu ci aiuta a capire questo e molto di più. Uomini in Viaggio mi ha posto in una condizione di privilegio perché ho accompagnato la scrittrice nel suo viaggio, permettendomi di sentire io stesso ciò che sentiva lei, i suoi umori, le sue introversioni, la sua stanchezza, la sua apprensione, la sua rabbia, la sua delusione, le sue aspettative, le sue inquietudini. Un viaggio nel quale l’autrice attraversa dubbi, incertezze e tristezza, dolore e fatica , un viaggio anche attraverso l’essere, i suoi pensieri e i suoi sentimenti e i sentimenti di chi incontra nel suo viaggio. Una vera opera maestra, degna di essere letta.
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Credo de ser una de la pequeña gente
afortunada haber tenido la posibilidad para leer el libro de Giovanna
Porcu,
hombres en viaje. Un libro que se va sin la respiración, una
historia conmovedora, la historia de un hombre. .ma también nuestra
historia.
Un libro que toca las cuerdas del alma y toca a ellas verdaderamente bien. Una historia commovedor, un recorrido maravilloso hace los cuales a reflejar, que ti puerta lejana, en esos lugares completos de los cargos verdaderos de las memorias … de alegrías y de dolores. Un libro que hace a sueño, y como un sueño tú puerta ellos en Argentina, de Juan Piras, el Indios… un recorrido, exactamente, que es también nuestro recorrido. (Sara Muggittu - sito www.mamoiada.net) |
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Aspettiamo trepidanti il libro....
Intanto segnaliamo una bellissima iniziativa per i bambini del Chaco