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LA CHIESA DI N.S. DI LORETO Cenni storici |
La Chiesa di Loreto, o Sa Cresia ‘e Loreta come viene definita nel dialetto locale, fu costruita probabilmente intorno al 1600 e nonostante le ricerche presso la Curia Vescovile di Nuoro, non si è riusciti a risalire all’anno della sua fondazione.

L'altare Il pulpito Campanella e affresco
Ciò che fa pensare alla sua esistenza già nel 1600 è un riferimento alla Chiesa nel registro conservato nell’Archivio Vescovile di Nuoro dove risulta in data 1670 la morte di Anna Maria Sedda di Mamoiada, sepolta nella Chiesa di San. Giuseppe con un richiamo esplicito alla Chiesa di Loreta per l’appunto.
L’oratorio fu consacrato il 9 settembre del 1804 così come risulta da un documento pubblico redatto dal notaio Giovanni Pietro Porcu e scritto in latino.
Il documento di cui riportiamo la traduzione è stato tradotto da Don Giovanni Carta.
“Sia
noto a tutti che l’anno 1804 della nascita di Nostro Signore Gesù Cristo
padre e signore Papa Pio VIII nell’anno III° del regno di Sardegna il
Principe Carlo Felice, duca di Genova, fratello del Re, l’otto settembre, mi
trovavo a Mamoiada essendo pubblico Notaio del Regno di Sardegna.
Vennero
da me sottoscritto il Sindaco Giuseppe Massidda Ballore, della stessa città, ed
i consiglieri che rappresentavano la stessa città e mi pregarono di partecipare
alla solenne consacrazione della Chiesa della B.V. Maria di Loreto, sita nello
stesso paese ad opera dell’Ecc.mo e Rev.mo Padre Albreto Maria Solinas Nurra,
carmelitano, vescovo di Galtellì-Nuoro, il quale dimorava in questa città e
trascriveva a penna la stessa Cerimonia”.
Nel
documento vengono nominati anche tutti i personaggi illustri che hanno
partecipato alla grande manifestazione e una minuziosa descrizione di tutti i
dettagli della stessa cerimonia.
Il
Vescovo accompagnato dai reverendi Pasquale Turoni, dottore iuris utriusque,
arciprete, e Sebastaino Pintori, canonico della Cattedrale di Nuoro, dai
reverendi cav. Francesco Satta rettore parrocchiale di Mamoiada, Antonio Soro
rettore di Fonni e Cosimo Piras rettore di Ollolai, dai viceparroci Gregorio
Melis, Giuseppe Serrittu, cav. Antonio Satta, Giovanni Dessolis, don Diego
Meloni e don. Giovanni Galisai di Mamoiada, Lorenzo Loi e Giovanni Battista
Coinu di Fonni, Anotnio Canudu e Francesco Serra di Orgosolo, Paolo Canudu,
Stanislao Congiu e Giovanni Lippi di Oliena, Giuseppe Monni, Giovanni Antonio
Musio e Giovanni Camboni e Liugi Coronas di Siniscola, Saverio Carrus di Lodè,
Pietro Porcu di Lula, Sebastaino Pau, Sebastaino Pinna e Bachisio Codias di
Bitti, nonché da Giuseppe Satta cappellano dello stesso vescovo ed Antonio Cicu
Pais suo segretario e i nuoresi Giuseppe Todde, viceparroco della Cattedrale di
Nuoro, Carlo Guiso, Giovanni Floris e il diacono Giovanni Maria Puggioni con il
chierico Antonio Crisponi.
La parte più antica di Loreto è con molta probabilità la sacrestia, al cui interno si possono ammirare dei basso rilievi raffiguranti conchiglie e putti e vari intrecci, nonché dei residui di affreschi. Dalla sacrestia è possibile accedere alla torre campanaria; una delle due campane è datata 1798 e l’altra, donata da Antonio Meloni Gaia, 1907.
La Chiesa di Loreto, così come ricordano numerosi fedeli, era completamente affrescata nella cupola; purtroppo quegli affreschi sono stati fatti raschiare intorno alla prima metà del 1900. Gli unici affreschi che si possono ammirare sono quelli dell’abside e riportano le seguenti didascalie:
“Da
Nazaret il sagro tempio vola in Dalmazia portato dagli angeli il 10 maggio
1291”
“Dalla
Dalmazia vola nel bosco di Recanati proprietà di Laureta nei primi del 1294”
“Dopo
8 mesi vola da Recanati nel monte dei due fratelli conti degli Antici”
“Gloria domine apparuit in nube 10 10-bris 1294 in Loreto dal monte dei due conti felix domus lauretana”