Sas mascheras nettas la leggenda vuole che rappresentino le guardie che hanno arrestato Gesù Cristo. “Is mascheras bruttas” non erano che il travestimento della maggior parte della popolazione che si copriva di stracci e di vecchi abiti, le donne si travestivano da uomo e gli uomini da donna. In alcuni casi, l'uomo travestito da donna partoriente, gira per le strade del paese, chiedendo “a bi l'adzis adzieddu ‘e mele pro achere pane e mele cando illiero?" (era infatti ritenuto di buon auspicio che la partoriente offrisse pane e miele a chiunque andasse a farle visita appena il bambino fosse nato) mettendo in evidenza antiche usanze della comunità. In altri casi rientrano esempi di trasgressione di tutto ciò che nei giorni normali non si può fare se non trasgredendo le norme del buon vivere sociale (eminas achianas e omines achianos potevano ballare con omines isposados, si sparava a polli sotterrati “puddu ‘e carrasecare" ecc.
Sas mascheras nettas sono maschere mute e possono rappresentarle solo gli uomini. Questi tre personaggi dopo aver individuato una persona da “arrestare”, le si avvicinano: gli uomini se riuscivano a fuggire fino alla loro casa o fino a un certo traguardo, erano liberi. Per le donne invece era un onore essere richieste. “sas mascheras nettas" si fermavano a qualche metro dalla ragazza mentre “su marratzaju" avanzava, faceva tre giri attorno alla ragazza agitando i campanacci, e infine le si fermava dinnanzi, dimenandosi e inchinando leggermente la testa in avanti, in segno di apprezzamento: a tal gesto “sas mascheras nettas" si avvicinavano alla ragazza e, prendendola a braccetto, l'accompagnavano a casa sua, dove i tre personaggi venivano invitati prima di riaccompagnare la giovane nel medesimo punto in cui l'avevano presa e di darsi alla ricerca di un'altra giovane.






